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IMPERMEABILIZZAZIONI DEI TETTI E DEI LASTRICI SOLARI

IMPERMEABILIZZAZIONI DEI TETTI E DEI LASTRICI SOLARI CONDOMINIALI ARCH ELEONORA ANGELOTTI

A causa dello scarso investimento rivolto alle impermeabilizzazioni dei tetti e dei lastrici solari degli edifici, sia per quanto riguarda le opere di manutenzione ordinaria che straordinaria, si verificano sempre più spesso danni ingenti per i condomini che ricadono su parti essenziali dei fabbricati, come ad esempio le strutture.
Ciò comporta, di conseguenza, maggiori costi di intervento e di manutenzione con possibili aggravanti dovuti alla formazione di umidità ed al generarsi di muffe nocive dei locali sottostanti.

Deve essere specificata innanzitutto la differenza sostanziale tra i due tipi di copertura sotto il profilo architettonico: per tetto si intende una superficie caratterizzata dalla presenza di uno o più piani inclinati (in genere costituiti da tegole, falde o lastre riunite), di regola non praticabile e adempiente esclusivamente alla funzione di copertura dello stabile; per lastrico solare si indica una superficie caratterizzata per essere piatta, praticabile e non, pertanto suscettibile di usi differenti, dalla semplice copertura a spazio destinato a servizi di utilità comune (come, ad esempio, stenditoio per la biancheria,solarium, etc.).

Tra le principali delle cause infiltrative, legate alle cattive impermeabilizzazioni, troviamo nei tetti:
• il manto, se sprovvisto di guaina o per la presenza di elementi (tegole o coppi) danneggiati o fuori posto;
• le converse, ossia l’elemento di metallo o di fibrocemento che raccoglie l’acqua nei compluvi, per il loro stato di usura e l’alterazione delle sigillature.

Nel caso dei lastrici solari, le cause possono essere dovute:
• ad una errata esecuzione e messa in opera dei materiali, sia in fase di costruzione che di intervento manutentivo, soprattutto relativamente alle temperature;
• allo scorretto dimensionamento degli scarichi e delle canalizzazioni delle acque meteoriche (gronde, griglie, etc.);
• all’assenza o all’errata altezza degli svolti perimetrali dello strato impermeabilizzante;
• alla cattiva manutenzione delle soglie e dei relativi gocciolatoi;
• alle errate pendenze del massetto, che causano ristagni dell’acqua meteorica;
• alla bassa qualità e consistenza del massetto;
• all’assenza di giunti di dilatazione nella pavimentazione e nel massetto, necessari a contenere le tensioni dovute ai fenomeni di dilatazione/contrazione indotti dalle variazioni di temperatura.

Per eliminare efficacemente un problema legato alle impermeabilizzazioni e al fenomeno infiltrativo è necessario, quindi, comprenderne l’origine. Successivamente, prima di procedere alla scelta dell’impermeabilizzante ed al tipo di intervento è necessario verificare lo stato di conservazione dei supporti sui quali si andrà ad intervenire.
L’impermeabilizzazione potrà avvenire in sovrapposizione alla pavimentazione esistente, previa la rimozione della pavimentazione esistente o, infine, la demolizione di pavimentazione e massetto con ripristino totale.
Solo la valutazione di un tecnico competente permetterà di individuare la scelta migliore tra le diverse tipologie di impermeabilizzazioni per coperture in commercio.

Tra le principali troviamo:
• membrane prefabbricate bituminose, prefabbricate e provviste di armatura (in velo vetro, rete in vetro tessuto, poliestere non tessuto, etc), vengono protette superficialmente da uno strato ottenuto dalla pavimentazione o dalla ghiaia;

• membrane autoadesive, bituminose e non, si incollano al piano di posa per semplice pressione a temperatura ambiente, senza fiamma;

• membrane autoprotette ed ardesiate, in cui lo strato impermeabile viene lasciato “a vista” e sono composte da un manto superficiale ardesiato, o con lamiere di rame, o alluminio, a protezione.

• membrane prefabbricate polimeriche, generalmente prefabbricate, in teli arrotolati, armate o non e si dividono per composizione in base al polimero principale, come PVC o polietilene, sono adatte ad assorbire forti escursioni termiche e a sopportare piccoli movimenti ed assestamenti;

• Impermeabilizzazioni liquide, altamente resistenti ai ristagni d’acqua, ai raggi UV, alle intemperie ed ai cicli di gelo e disgelo, possono essere applicate anche sulle pavimentazioni esistenti;

• impermeabilizzanti e termoisolanti, pannelli isolanti piani e preincisi uniti a membrane bitume polimero elastoplastomeriche, adatte per l’isolamento dei tetti, dei sottotetti, delle pareti verticali e dei pavimenti non calpestabili.

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