ANAIP | Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti

Dopo l’ultimo crollo chiediamo piu’ poteri all’amministratore

Crollo Lungotevere Flaminio Roma

Più poteri di controllo per l’amministratore

A seguito dell’ennesimo crollo parziale della palazzina in condominio sul Lungotevere Flaminio a Roma, fortunatamente questa volta senza morti e feriti, riteniamo doveroso che si faccia chiarezza sulle responsabilità che in questi casi vengono imputate all’Amministratore del condominio, il primo, quasi sempre, ad essere incolpato ingiustamente e senza motivo.

La nostra non vuole essere una difesa di parte, visto che ad oggi nessun Associato A.N.A.I.P.  è mai stato coinvolto in queste tragedie, ma vogliamo far emergere come troppo spesso la figura dell’Amministratore rappresenti il capro espiatorio in quasi tutti i crolli di questo tipo.

Sono anni che denunciamo come all’Amministratore di condominio non vengono dati gli strumenti necessari per essere informato dello stato delle singole unità immobiliari. Dopo il crollo della palazzina nel quartiere portuense a Roma nel 1998, è bene ricordarlo, si sono avute diverse normative locali e nazionali in materia di sicurezza, ma mai nessuna, nonostante le nostre proposte, ha messo l’Amministratore in condizione di avere più poteri al fine di ottenere obbligatoriamente dai condomini informazioni e perizie preventive relative ai lavori di ristrutturazione che avvengono nelle abitazioni private.

Quasi sempre la responsabilità di questi crolli è dovuta agli abusi edilizi che compiono gli stessi condomini all’interno dei loro appartamenti, danneggiando o addirittura abbattendo travi, colonne e muri portanti che sono parti comuni dell’edificio, anche se rientrano nella proprietà privata. Per non parlare dell’eccessivo carico provocato da vasi e altri suppellettili posti sulle terrazze di pertinenza della propria abitazione o sui lastrici solari di uso esclusivo, ma che fanno da tetto a tutto o a parte del condominio.

Dopo questo ennesimo incidente ci auguriamo che Comuni, Regioni e Governo ci ascoltino, nell’interesse di tutti i cittadini, conferendo all’amministratore maggiori poteri di veto, di accesso nelle proprietà private,  la possibilità di fare effettuare indagini strutturali, nonché fornirgli strumenti che gli consentano di ottenere un aggiornamento sullo stato dei luoghi in tempo reale.