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Appropriazione indebita dell’amministratore di condominio

Appropriazione Indebita Amministratore Di Condominio Avv. Marco Alaggio

Appropriazione indebita dell’amministratore di condominio: come e quando rileva la volontà di restituzione.

In una recente ed interessante sentenza, la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi dell’appropriazione indebita commessa dall’amministratore di condominio.
Difatti, con la sentenza n. 23182 del 27-5-2019, la Suprema Corte ha precisato che la volontà di restituire “il maltolto”, per essere rilevante, deve sussistere al momento dell’appropriazione.
Tale intenzione di restituzione, inoltre, deve essere sostenuta dalla certezza che la restituzione effettivamente avverrà.
Nella vicenda sottoposta all’attenzione della Corte di Cassazione, l’imputato, in qualità di amministratore di condominio, veniva accusato di essersi appropriato, a più riprese, di somme di proprietà del condominio amministrato, prelevate mediante assegni o in contanti.
L’amministratore si difendeva sostenendo che le somme a suo tempo prelevate dal conto corrente condominiale erano state in larga parte restituite dopo aver, con propri mezzi, cercato di sopperire ai debiti condominiali contratti sotto la precedente gestione e che, comunque, aveva manifestato la volontà di restituzione in epoca successiva all’appropriazione del denaro.
Il Tribunale aveva condannato l’amministratore di condominio per appropriazione indebita e la Corte d’Appello aveva confermato tale condanna.
La Corte di Cassazione, nel decidere sul ricorso proposto dall’amministratore di condominio, finalizzato a far annullare la condanna per appropriazione indebita subita, ha precisato che “Nel reato di appropriazione indebita, nel quale viene data alla res una destinazione incompatibile con il titolo e con le ragioni che ne giustificano il possesso, a nulla rileva la volontà di restituire ciò di cui si è appropriati a meno che tale volontà si manifesti al momento dell’abuso del possesso e sia accompagnata dalla certezza della restituzione. Tali condizioni non appaiono dimostrate nel caso dell’appropriazione indebita di somme del condominio da parte dell’amministratore, poi cessato dalla carica, permanendo gli ammanchi nelle casse condominiali e la presenza di posizioni debitorie del condominio al momento della cessazione dell’incarico”.
Pertanto, l’amministratore di condominio che si trovi a difendersi dall’accusa di appropriazione indebita, qualora non possa dimostrare di non essersi appropriato di somme di proprietà del condominio, dovrà dimostrare di aver preso tali somme con la volontà e con la certezza di restituzione.

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